L’uomo dei letti.

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Questa immagine ha più di dieci anni. E ancora  ci piace. Fu realizzata in una giornata di Ottobre. Una di quelle in cui ci si illude che sia ancora estate, e che durerà.

Insieme ad un gruppo di amici e volenterosi, ci eravamo recati a Vada, sulla costa tirrenica toscana. Il mare, in quel punto, ha una colorazione insolita, del tutto innaturale quanto accattivante. Come ci racconta Bobo Rondelli. All’inizio, come spesso accade in questi casi, non sapevo bene cosa volessi trasmettere. Di sicuro, poi lo capii.

lalcova.com

Per un artigiano dalla mente analogica, contrario all’ idea della post produzione tout court, cresciuto tra tra il boom degli anni 60, i racconti della guerra, e un maestro d’ascia di vecchio stampo socialista, l’idea di ritoccare pesantemente una immagine fotografica, suonava e suona ancora, tanto quanto un kebab alle 6 del mattino. Volevo dare l’idea del naufrago che finalmente ha raggiunto terra, e che si abbandona al lusso di essere tornato.

Cercavo un modo per poter mettere il letto in acqua. Bisognava dare l’idea che il letto avesse navigato , come animato da una vita propria.

Sì, volevo metterlo in acqua.

lalcova.com,vada, costa etrusca. l'alcova arredamenti

Primo, per vedere in quanto tempo sarebbe potuto affondare. E secondo, per creare una storia intorno a quel letto. Trovammo una grata che serviva a fare le grigliate di pesce sulla spiaggia, nelle notti d’estate. E sopra ci mettemmo “L’uomo dei letti”. Alla faccia di Photoshop. E del bicarbonato di sodio..

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